modalità bulb

Effetto Bulb – Big Ben Londra UK

Le fotocamere dotate di impostazioni manuali, permettono di scegliere il tempo di esposizione a valori variabili che vanno dal più rapido(8/1000 di secondo) a quello più lungo, in genere di 30 secondi.

Esiste una modalità che è fondamentale per le lunghe esposizioni e si chiama “Bulb”.

Questa modalità di utilizzo è contrassegnata dalla lettera B e la si raggiunge impostando oltre i 30 secondi il tempo di esposizione.

In questa modalità la fotocamera apre l’otturatore nel momento in cui si preme il pulsante di scatto e la richiude quando viene rilasciato, dando il completo controllo del tempo di esposizione al fotografo.

La modalità Bulb quindi serve per tutte quelle foto in cui 30 secondi non sono sufficienti per la lunga esposizione che si sta provando a fare.

Questa modalità permette di sbizzarrirsi con la creatività senza la limitazione dell’apertura a tempo.

La lunga esposizione può essere fatta anche in piena luce, accompagnando alla Modalità Bulb dei filtri adatti a seconda della condizioni.

Un accessorio fondamentale per l’uso della modalità Bulb è il cavo di controllo remoto.

Sono cavi anche economici che si sostituiscono al comando di scatto e permettono di scattare a distanza senza essere vicino alla fotocamera.

Senza questo accessorio non sarebbe possibile allontanarsi dalla macchina fotografica senza lasciare il pulsante e interrompere quindi lo scatto.

La difficoltà principale nell’uso della modalità Bulb è il calcolo del tempo necessario a una corretta esposizione.

Per uno scatto standard, come fotografare le scie luminose lungo una strada o realizzare una lunga esposizione notturna, esiste un modo abbastanza semplice.

Per far ciò è possibile usare un po’ di matematica, sapendo che al variare di alcune specifiche impostazioni, andremo ad aumentare o diminuire proporzionalmente la quantità di luce catturata.

Sappiamo bene che aumentare la ISO significa anche aumentare la luce catturata.

Questo concetto è riassunto dalla parola stop.

In fotografia uno stop è considerabile come un “quanto di luce”, una quantità definita di luce che è misurabile dalle impostazioni della fotocamera.

Aumentare o diminuire l’esposizione di uno stop significa raddoppiare o dimezzare la quantità di luce che colpisce il sensore.

Aumentare il tempo di esposizione da 1 secondo a 2 secondi significa aumentare di uno stop, in quanto la stessa quantità di luce fluirà per il doppio del tempo.

Anche l’apertura può aumentare o diminuire gli stop, tuttavia questa potrebbe avere impatti sulla parte creativa perché potrebbe modificare significativamente la profondità di campo che era stata scelta.

Data la definizione di stop, si può intuire che per effettuare esposizioni superiori a 30 secondi, usando la modalità Bulb, si può utilizzare l’esposimetro della fotocamera per calcolare il valore di esposizione con certe impostazioni, per esempio a 8 secondi, con apertura f/5.6 e ISO 800, e fare poi il calcolo di conseguenza: andare a 64 secondi di esposizione (da calcolare con un cronometro) significa aumentare l’esposizione di 3 stop rispetto alla misurazione iniziale (8, 16, 32, 64), di conseguenza, ciò che dovremmo fare, sarebbe dimezzare il valore delle ISO per 3 volte e portarlo quindi a 100 (800, 400, 200, 100).

Ovviamente questo calcolo può essere considerato abbastanza preciso anche se è molto difficile, senza l’ausilio di un cavo di controllo costoso e avanzato che permetta di effettuare una esposizione di esattamente 64 secondi.

Questo è tutto per il PhotoBlog di Oggi!

Una Buona Luce!

-Franks Celex